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			<title>NESSUN UOMO E' UN'ISOLA</title>
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			<description><![CDATA[<strong>NESSUN UOMO E&#039; UN&#039;ISOLA</strong><br />
INCONTRO SCUOLA  MEDIA CARLO LEVI  - 4 MAGGIO 2011
 
Sulla scia dell’ incontro con gli studenti della scuola “S. Maria Ausiliatrice” , si è organizzato un altro incontro con altri studenti.
L’ uditorio comprendeva ragazzi delle medie, le seconde e le terze della scuola Carlo Levi, scuola del quartiere Colle Salario, zona Roma nord.
Questa volta ho vissuto l’avvenimento in prima persona,ed ho quindi potuto toccare con mano quanto sia importante riuscire a coinvolgere i giovani, trovare soprattutto la maniera di comunicare con loro, lasciando perdere ogni schema accademico e lasciandosi trasportare da ciò che al momento  può interessare di più i ragazzi a seconda delle tematiche.
Così di fronte a ragazzi incuriositi e, diciamolo pure…contenti di perdere delle ore di scuola, abbiamo cercato di mostrare loro ciò che rappresenta il Perù per noi, presentandoci come gruppo missionario.
Non facile impresa far arrivare il messaggio così come noi lo volevamo proporre,  siamo adulti e, per definizione, tendiamo a complicare sempre tutto, persino ciò che dobbiamo dire ai nostri ragazzi. Ma basta recuperare per un attimo quella parlata spensierata e semplice, ed ecco che la strada della comunicazione si apre!
“NESSUN UOMO E’ UN ISOLA”  … “SIAMO TUTTI FRATELLI”…
Questi i messaggi…
Con l ‘aiuto di audiovisivi, scorrendo tra un’ immagine ed un’ altra, tra le risate dei ragazzi, ora vedendo una scena buffa di pulcini neri e gialli che ricalcavano il significato di diversità, ora guardando perplessi scene di un video, qualcuno chiedendo apertamente spiegazioni, ci siamo addentrati con loro nel mondo della missione.
Le immagini scelte sono state volutamente quelle di un Perù bello e positivo. Non aiutiamo un popolo “sfortunato” … “povero”… aiutiamo dei fratelli in difficoltà.
Ciò non li rende diversi da noi e le loro difficoltà non devono deprimere ciò che di bello hanno con sé.
Un paesaggio come pochi, in un ambiente eterno, immutabile pieno di bellezze naturali e storiche, una vitalità esplosiva, musica allegra e gioiosa, piatti di alta specialità culinaria.
In un “viaggio visivo”, accompagnati da immagini suggestive, siamo arrivati a far conoscere i nostri amici d’ oltre oceano che, con un sorriso amichevole impresso in foto ricordo piene di allegria,si sono presentati , “accogliendoli” nella loro realtà, mostrandosi nelle loro case, nei momenti di gioco, di lavoro, di vita semplice quotidiana.
I nostri amici hanno per la maggior parte gli anni dei nostri ragazzi romani, i più piccolini a Chuquibambilla, gli adolescenti a Tambobamba, e i giovani a Lima. Dislocati su di un percorso fatto di variazioni di altitudini , di chilometri percorsi tra terreni sterrati, pericolosi, ma suggestivi, e di notevoli sbalzi climatici . Ma ovunque lo stesso sorriso, la stessa luce negli occhi, la stessa voglia di vivere che troviamo nei volti dei nostri ragazzi.
“SIAMO TUTTI FRATELLI e NESSUN UOMO E’ COSI’ ISOLA da voler rimaner rinchiuso nella sua realtà senza provare almeno una volta a conoscere i suoi fratelli.. ovunque essi siano, sia che abitino vicini, sia che abitino a enormi distanze.”
Per un’ ora circa i nostri ragazzi hanno viaggiato con noi alla scoperta di questo mondo lontano, conoscendo le realtà di ragazzi adolescenti come loro.
Non so quanto il nostro messaggio sia arrivato, ma a mio avviso già suscitare la curiosità per qualcosa di nuovo, anche se l’ attenzione si fosse concentrata su qualcosa che a noi può sembrare meno importante, questo è già molto! In fondo basta gettare solo un seme nei cuori…non serve scavare fosse o costruire palazzi…ingombrano!  Sarà il seme, se caduto su terreno fertile,  che crescerà e si nutrirà dell’ energia positiva dei nostri giovani.
L’ unica speranza: che questi ragazzi non vengano lasciati soli nella loro crescita e che le famiglie possano aiutarli a coltivare i talenti che hanno come ricchezza personale.
                                                                                                                                                                                                    
                                                                                                                                                di  Martha Antola]]></description>
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			<title>VISITA ALLA SCUOLA DI ITALIANO DEL VESCOVO DEL SETTORE NORD</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/visita_alla_scuola_di_italiano_del_vescovo_del_settore_nord_7732251.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>VISITA ALLA SCUOLA DI ITALIANO DEL VESCOVO DEL SETTORE NORD</strong><br />rivolgendo un caloroso saluto di pace agli insegnanti volontari e ai numerosi studenti impegnati nelle ultime lezioni prima delle imminenti vacanze natalizie.
Il Vescovo ha apprezzato gli sforzi di tutti i volontari nel mettersi a disposizione degli stranieri, impegnati nello studio della lingua italiana, del loro desiderio di conoscere le nostre consuetudini, del loro impegno per il rispetto della nostra organizzazione civica. A questo proposito, la scuola prevede brevi seminari, verso la fine dell’anno scolastico, concernenti la spiegazione dei principali articoli della Costituzione italiana.
In particolare, il Vescovo ha espresso il suo compiacimento per le varie forme di integrazione messe in atto dalla Scuola verso gli stranieri, i rapporti della Scuola con altre associazioni di volontariato riunite nella Rete Scuole Migranti, nel contesto degli accordi con le istituzioni pubbliche quali i CPT, la provincia ed il comune di Roma, con il Cedis che rappresenta l’Università di Perugia per gli esami CELI (riconosciuti in tutti il mondo).
Nella visita alle classi Mons. Di Tora ha espresso un caloroso augurio per le imminenti Festività Natalizie e per un proficuo anno di studi.]]></description>
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			<title>MOSTRA MERCATO ARTIGIANATO ITALO-PERUVIANO</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/mostra_mercato_artigianato_italo_peruviano_7732253.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>MOSTRA MERCATO ARTIGIANATO ITALO-PERUVIANO</strong><br />Con un semplice gesto siamo stati vicini alle tante persone, che in condizioni durissime ad oltre 3000 s.l.m., continuano la lotta per la sopravvivenza e lo sviluppo di una terra entrata ormai nella nostra pelle.
“Dio parla” è il suo antico nome in quechua e speriamo che Lui, Uomo – Dio, quest’anno possa PARLARE A NOI TUTTI.
 
Tante persone quest’anno sono entrate in sala mostra, con iniziative nuove come quelle dei disegni dei bambini della Scuola Ferrini ed uno spazio sempre più grande per le opere d&#039; artigianato provenienti da tutti gli amici che hanno aderito all&#039; iniziativa promossa da sempre dall&#039; equipe artigianato.
 
Un augurio a tutti per un buon Natale ed un Felicissimo Anno Nuovo.
Con affetto, Agnese & Fabrizio.


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			<title>COLORANDO LE PARROCCHIE DI VITA</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/colorando_le_parrocchie_di_vita_6095399.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>COLORANDO LE PARROCCHIE DI VITA</strong><br />
“MI ALMA CANTA,

CANTA LA GRANDEZA DEL SEÑOR

Y MI ESPIRITU

SE ESTREMECE DE GOZO EN DIOS,

MI SALVADOR...  “
 



Con le note del Magnificat, abbiamo concluso la Celebrazione Eucaristica con il coro della parrocchia di San Giuseppe da Copertina.
Un coro in giubilo, colorato di volti nuovi ( i nostri), ha accolto i parrocchiani della messa di un pomeriggio domenicale.
Ci siamo ritrovati con il nostro “amico di sempre”, Armando Ripolli, direttore dell’ attuale coro di San Giuseppe, e “ai tempi” nostro direttore. 
L’ idea di ritrovarsi : 
condividere, insieme, un momento di preghiera, di riflessione, di convivialità , ritagliato nella spessa realtà caotica di Roma.
Domenica 29 maggio 2011… un altro giorno che segna il cammino dei festeggiamenti del 40° del Jonathan .
Un pomeriggio tranquillo, senza tempo, ci ha ritrovati a salutarci nello spiazzale davanti alla parrocchia :
“Ciao, come stai? Quanto tempo!(..in un abbraccio indagatore …)..sei sempre tu? ”
Il tempo passa, in effetti, ma le persone ritrovate sono sempre le stesse, lo stesso entusiasmo, arricchito anzi,da nuove esperienze e da nuovi obiettivi.
Intorno ad una sala, ci siamo riuniti raccontandoci e raccontando stralci di vita di gruppo, vissuti ognuno nella propria realtà, esperienze parrocchiali, 
dubbi, paure, proposte..
Quali sono le prospettive di un gruppo di persone legate da un progetto comune all’ interno di una parrocchia?
Come aggirare gli ostacoli mantenendo vivo l’ entusiasmo, l’ impegno e i propositi?
A  questi interrogativi si è aggiunto l’ intervento frizzante ed animato del parroco, Don Mauro Manganozzi, che ci ha introdotti nella sua realtà parrocchiale aprendo il dibattito sullo svariato e complesso mondo dei gruppi parrocchiali, dei movimenti religiosi che pullulano nella Chiesa di Roma. 
Cosa vuol dire essere “gruppo” oggi ?
Quali sono gli elementi che possono portare divisione?
Quanto può essere positiva la diversità in un ambiente parrocchiale tra i vari gruppi?
Ogni gruppo è una ventata di novità, il segreto ( di Pulcinella) è nel non sentirsi migliori o peggiori degli altri. 
Smontata ogni sorta di campanilismo, nessun’ erba del vicino è migliore dell’ altra.
La ricchezza unica di ogni singolo individuo contribuisce a rendere unico l’ impatto di ogni singolo gruppo.
La parrocchia , come un laboratorio di idee, di energie, dove è giusto, anzi sacrosanto, essere diversi per completare, per poter riempire ognuno i vuoti nei diversi settori di servizio.
L’ obiettivo:
un popolo laico che lavora fraternamente insieme, colorando la parrocchie di vita.
                                                                                                                                             

                                                                             di Martha Antola]]></description>
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			<title>RESOCONTO MARATONA DEI MESTIERI</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/resoconto_maratona_dei_mestieri_4750377.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RESOCONTO MARATONA DEI MESTIERI</strong><br />BOBO TAGLIAFERRI
 
Tutti sanno che fin da piccolo ho amato, vissuto e praticato lo sport, fino ad arrivare ad un livello agonistico abbastanza alto nella pallavolo. Quindi potete immaginare che vivere giornate come quella di domenica nell&#039;impianto Paolo Rosi sia un fatto quasi naturale per me, perchè mi trovo nel mio mondo, anche se correre non e&#039; mai stata la mia disciplina sportiva preferita. Se però aggiungiamo che lo facevamo per una causa che portiamo avanti ormai da oltre 30 anni coinvolgendo anche i nostri figli ai quali non occorre dare molte spiegazioni perche&#039; giornate così vanno solo vissute per far rimanere qualcosa in loro, il valore di quella domenica si raddoppia.

Pensateci bene, quel passaggio di testimone in pista anche tra padre e figlio, mi ha ricordato i tempi della raccolta carta a Santa Emerenziana, quando io pischello caricavo il sacco pesantissimo sulla schiena del mio &quot;compagno di squadra&quot; e lui al turno successivo faceva lo stesso con me




Un saluto a tutti, Bobo Taglia
 
 
 
 
ANDREA E IL PICCOLO RICCARDO
 
Riccardo: &quot;la cosa che mi è piaciuta di più è stato fare un giro intero di pista a 1&#039; e 31&quot; e lo spettacolino di Rudi per i bambini. La cosa che non mi è piaciuta proprio è stata quando Rudi ha messo la canzone &quot;las divinas&quot; ...... ma non poteva mette l&#039;inno della Roma?&quot;
 
Andrea: &quot;certamente sono rimasto impressionato dalla squadra delle mamme ..... la prossima volta concorro con loro!!!&quot;

4 ottobre 2009 ]]></description>
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			<title>UNA DOMENICA ON MONS. DOMENICO BERNI</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/una_domenica_on_mons_domenico_berni_9896501.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>UNA DOMENICA ON MONS. DOMENICO BERNI</strong><br />nel territorio andino del Perù, dove sono impegnate le missioni agostiniane. Speciale perché il Vescovo, che segue l&#039;Associazione Jonathan L. Onlus ormai da molti anni, ha celebrato con noi la SS. Messa, nella quale ha voluto festeggiare, insieme alla Comunità della Parrocchia della SS. Trinità a Villa Chigi, l’anniversario dei suoi 48 anni di ordinazione sacerdotale.
Diversa – o forse sarebbe meglio dire “a sorpresa” – perché nel corso della celebrazione è stata impartita la benedizione del Vescovo alla nostra presidente Agnese e al marito Fabrizio, per i quali ricorreva il 25° anniversario di matrimonio. A loro insaputa, infatti, Agnese e Fabrizio sono stati chiamati all’altare e hanno ricevuto la speciale benedizione da parte del Vescovo Berni, il quale – sorprendendo un po’ la Comunità presente - ha poi richiesto agli Sposi stessi di impartire una particolare benedizione a lui.
Si è trattato di una celebrazione molto intensa e partecipata, ricca di momenti emozionanti e che ha prodotto qualche lacrima di autentica commozione.
Dopo la conclusione della SS. Messa si è condiviso, insieme al Vescovo Berni, a suor Maria Cecilia Schenato della congregazione delle Figlie del Crocifisso (le madri che crescono i bimbi della &quot;Casa del Niño&quot; di Chuquibambilla), al Parroco Padre Lucio Boldrin e al vice Parroco Padre Raffaele Giacopuzzi, un momento di fraterna convivialità nella splendida cornice di Villa Chigi, a pochi passi dalla Parrocchia, immersi nel verde e sotto i raggi di un sole tiepido e confortevole.
 
Ringraziamo tutti per aver reso questo evento veramente significativo!]]></description>
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			<title>MESSAGGIO DI AUGURI DAL VESCOVO DELLA MISSIONE</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/messaggio_di_auguri_dal_vescovo_della_missione_5484342.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>MESSAGGIO DI AUGURI DAL VESCOVO DELLA MISSIONE</strong><br /> 							che il tempo  passi piú in fretta,  appunto “velocior”!  Il Natale 2010 é ormai alle  porte e anche il 2011 arriva inesorabilmente e  queste date mi fanno  ricordare il mio impegno “minimo” di farmi vivo almeno in questa  occasione, non solo per gli auguri, che non vogliono essere un semplice  rito, ma anche un segno visibile del mio ricordo e affetto per ognuno di  voi.    
            Anche il 2010 é stato per me e per la missione un anno di grazia  La visita che ci hanno fatto Fabrizio, Augusta e Marilena, che sono venuti anche in nome di tutto il Gruppo, é stata per me motivo di gioia  per aver condiviso con loro, nelle due settimane a disposizione, viaggi,  anche se un pó inpolverati !!!, conversazioni, considerazioni, qualche fatica, ma soprattutto la constatazione che anche per loro – ma attraverso loro anche tutti voi - finalmente la Missione ha un volto: il volto dei bambini, degli anziani, degli ammalati, delle strade impolverate, dei precipizi mozza fiato, delle altezze della puna e dei suoi abitanti: gli Indios, i pastori e i loro lama e le alpache – non abbiamo avuto la fortuna di vedere il condor!!!  Il volto dei missionari e delle missionarie. Insomma il volto della missione che da tanti anni aiutate senza conoscerla direttamente. Il volto della missione nei momenti di festa: - celebrazione per i 25 anni di presenza delle suore Missionarie di Gesú Verbo e Vittima ad Haquira e  celebrazione civile per il 50° della creazione politica di Tambobamba come  capitale di Provincia -  e nella realtá di ogni giorno.  Niente di artificiale o di premeditato per i visitanti.  
            Leggendo in anteprima il messaggio di Fabrizio ai collaboratori  mi é venuto in mente la pagina del Vangelo e l’obolo della vedova al Tempio e soprattutto il commento di Gesú: “In veritá vi dico : questa vedova ha gettato nel tesoro piú di tutti gli altri. Poiché tutti hanno gettato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertá, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”... ed é passata alla storia! (Mc. 12, 41-44).  Condividere nell’abbondanza é relativamente facile; nelle ristrettezze é piú difficile, ma spesso i poveri, pure nei loro limiti, sono piú solidali dei ricchi.
            Siamo un pó tutti al corrente delle difficoltá che stanno passando tante famiglie a causa della crisi economica mondiale; tanti posti di lavoro persi con le conseguenze spesso tragiche per le famiglie.  Tanti giovani che faticano a trovare il primo lavoro; lavoratori che a 40-50 anni perdono il posto di lavoro: troppo giovani per andare in pensione e troppo in su negli anni per trovare un altro posto di lavoro. La situazione non é senz’altro rosea e la ripresa é ancora incerta o quanto meno molto lenta.
            Non ostante questo panorama politico ed economico alquanto negativo che dura ormai da qualche anno quello che constato peró é che la solidarietá, anche se  con qualche sacrificio in piú,  non é venuta meno, e di questo vi sono grati i bambini della “Casa del Niño” di Chuquibambilla, i bambini e bambine della “Casa Nazareth” di Tambobamba,  gli ammalati che si rivolgono con fiducia ai nostri Dispensari medici parrochiali, le Suore missionarie che si dedicano all’Evangelizzazione, alla catechesi e alla caritá, e i villaggi che usufruiscono delle opere sociali della nostra Missione. E’ il volto della Chiesa locale che crede nelle parole del Papa: Evangelizzazione e Promozione Umana sono le due facce della stessa medaglia  che é la missione della Chiesa.
            Con queste riflessioni auguro a tutti voi del Gruppo Jonathan e a tutti i collaboratori e benefattori un SANTO NATALE un BUON ANNO 2011 con la sicurezza del mio ricordo costante nel Signore per ognuno di voi.
 
            Con affetto vi benedico tutti.
 
Mons. Domenico Berni, osa
(Vescovo di Chuquibambilla)]]></description>
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			<title>UN VIAGGIO CHE CONTINUA ...</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/un_viaggio_che_continua_6028894.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>UN VIAGGIO CHE CONTINUA ...</strong><br />
40 anni di vita insieme…
Come eravamo e chi siamo?
Partiti nel lontano 1971, come un gruppo di catechisti per ragazzi adolescenti, di strada ne è stata fatta tanta!
 
17 MARZO 2011, CIVITELLA S. PAOLO
 
Sono così cominciati i festeggiamenti per il quarantennale del Jonathan.
E come si poteva iniziare se non con un incontro intimo e di ringraziamento?
 
MONASTERO BENEDETTINO DI S. SCOLASTICA
 
La location ci ha già visti ospiti nel passato. Una due giorni nel lontano 1984, scandita da momenti condivisi di preghiera,  di agape fraterna , di passeggiate in un ambiente silenzioso circondato da querce, cipressi e dai profumi della campagna romana.
Domenica 17 marzo, un’ atmosfera uggiosa ci ha accolti all’ arrivo, sembrava potesse rovinarci questo giorno di festa. Ma il desiderio di stare insieme è stato più forte, tutti “gli amici del gruppo” sono arrivati un po’ alla spicciolata, ma carichi di entusiasmo.
Il gruppo, che tanto tempo fa era organizzato in sottogruppi di ragazzi divisi per età, adesso si è riscoperto essere un gruppo di famiglie. L’ allegria baldanzosa e  spavalda di ragazzi  pieni di sogni, di speranze e di energie, ha lasciato il posto al chiacchiericcio  melodioso di bambini ancora barcollanti, alle grida gioiose di ragazzini in età scolare, tutti figli degli ormai “giovani” diventati “grandi”.
Mentre i figli si scatenavano in una saletta, i “grandi” da una parte, rimanendo sempre “con un occhio”  permanentemente vigile sulle attività ricreative dei piccoli, si sono ritrovati insieme in due momenti della giornata per un incontro/dibattito, discutendo alla fatidica domanda:
“chi siamo e dove vogliamo andare”
Negli ultimi  anni l’impegno del gruppo ha continuato ad essere alimentato dalle attività e dagli incontri mensili, ma mai come questo giorno si era deciso di fermarsi un attimo e tirare un po’ le fila, chiedersi se realmente si fosse disposti a rinnovare l’impegno,  se le motivazioni dovessero continuare ad essere le stesse o se ne dovessero cercare delle altre.
Ed è stato proprio in questo clima di rinnovamento che si è deciso di riprendere, ciascuno, lo slancio motivazionale degli inizi e  di farlo proprio.  Come a ripetere quel SI iniziale, detto da persone ormai non più presenti, chi per altri lidi, chi per altri mondi, ma che sono state il motore di tutto.
Non è lontana l’idea degli apostoli rinchiusi nel cenacolo, colpiti, in un momento di sconforto, dal soffio divino che ha riacceso loro gli animi, inviandogli Spirito Santo. Rinnovati nel coraggio dei loro cuori, hanno risposto alla chiamata con nuovo ardore, inviati per il mondo a diffondere il messaggio del Cristo.
Molto fervore ha accolto il dibattito del pomeriggio, con impeto è stata difesa la natura stessa del gruppo, a sottolineare quanta vitalità c’è ancora negli animi e quanto ancora ci si voglia chiamare       “GRUPPO”... come una terra rivangata che fa riaffiorare i nutrienti nascosti .
La preghiera ha accompagnato questo spirito di rinnovamento con la voce dell’ Abate  Edmund Power (della Basilica  di S. Paolo fuori le Mura ), che ha presieduto la funzione eucaristica.
Il “Sacrum Convivium “ è sfociato poi nel momento conviviale più ludico che ha riunito grandi e piccini, gustando e gradendo pietanze preparate con amore dalle donne del paese.
Il gruppo  Jonathan è più vivo che mai, ricco di idee e di voglia di crescere, di andare avanti, perché c’ è sempre da imparare, sempre da migliorare.
VA’… GABBIANO JONATHAN… VOLA SEMPRE PIU’ IN ALTO E CONTINUA IL TUO VIAGGIO !
                                                                                                       

                                                                                          di Martha Antola 
 ]]></description>
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		<item>
			<title>RESOCONTO INCONTRO CON MONS. BERNI</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/resoconto_incontro_con_mons_berni_4743014.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RESOCONTO INCONTRO CON MONS. BERNI</strong><br />











Una visita tanto attesa, un incontro che ci ha portato nuova energia e passione per la realtà missionaria andina. 

Quasi quarant&#039; anni di apostolato tra le Ande, iniziando con poco: qualche confratello, alcuni cavalli per spostarsi tra le montagne e tanta, tanta fede.

Lungo è stato il cammino che lo ha portato ad oggi, un cammino compiuto di pari passo con il lento sviluppo del popolo campesinos, fatto di costanza ed abnegazione, dedicando tutto il suo impegno, la sua vita per sostenere un intero popolo bisognoso di una guida.

Egli così è  stato una guida attenta ai bisogni, non invadente e rispettosa delle tradizioni di ciascuna comunità, un padre presente, collaborativo ed educatore.

Oggi coordina il lavoro della prelatura di tre provincie, quelle di Grau, Cotabambas e Antabamba, che costituiscono il territorio della Missione agostiniana e che sono chiamate le &quot;Province Alte&quot; perchè sono la parte più elevata dell&#039; Apurimac (dai 3300 ai 5000 metri s.l.m.). Queste tre province hanno una superficie complessiva di 8.000 Kmq con una popolazione di circa 81.000 abitanti e appartengono alla regione Apurimac, regione geograficamente ed economicamente isolata, che costituisce una delle zone meno sviluppate e più povere di tutto il Sud America.



L&#039; incontro di domenica ha portato un vento di freschezza, è stato un condividere di esperienze, di nuove idee e di chiarimenti. Da bravi &quot;figli&quot;, ci siamo messi in ascolto della sua esperienza, avidi di conoscenza per poter capire meglio questa realtà così lontana...eppur così vicina perchè fatta di umanità. E&#039; solo la distanza, il clima, le abitudini, l&#039; economia a renderci così diversi...sembra tanto, in effetti! per il mondo delle apparenze lo è. Ma la realtà che il monsignore porta avanti, con l&#039; aiuto di tutti i suoi collaboratori, è una realtà di condivisione,dove non ci sono distinzioni, chi è aiutato deve aiutare a sua volta, come in una grande famiglia dove la differenza è solo nell&#039; età, ma non nelle capacità, nè nel valore di ciascuno.

 

Il nostro grazie a Monsignor Domenico Berni per renderci partecipi, nel nostro piccolo, di un opera così importante...



                                                                                                      di Martha Antola



																			   						   						       						       						       						       						       						       						






]]></description>
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		<item>
			<title>RESOCONTO INCONTRO STUDENTI MARIA AUSILIATRICE</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/resoconto_incontro_studenti_maria_ausiliatrice_4871541.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RESOCONTO INCONTRO STUDENTI MARIA AUSILIATRICE</strong><br />Lo scopo dell’incontro era quello di sensibilizzare i giovani tra i 14 e i 18 anni alla realtà della missione: cosa significa oggi essere missionari?Le testimonianze dei rappresentanti del Gruppo hanno fatto emergere che essere missionario non è poi così difficile; strano a dirsi, ma è sufficiente avere solo della buona volontà. Volontà che, se messa a servizio degli altri, insieme agli altri, dà la possibilità di fare del bene anche, e forse più, a se stessi. Le semplici parole di Fabrizio sono state disarmanti: “Aiutare i bambini del Perù, fa più bene a me che a loro”. Aiutare gli altri fa bene!
Un’affermazione questa che non si dovrebbe mai dimenticare nel nostro quotidiano sempre più contraddistinto, ahimè, da indifferenza ed egoismo.
Come fare allora per non farsi travolgere da questi comportamenti?
I ragazzi hanno più risorse degli adulti; riescono ad esprimere, infatti, più facilmente i loro bisogni: essere felici, stare in gruppo, essere amati, in poche parole: stare bene.
Stare bene?
Ma aiutare gli altri fa star bene!
E allora?
Allora c’è la testimonianza, l’esempio, il racconto, l’esperienza diretta che porta a riflettere, aiuta a cambiare, anzitutto se stessi, nel profondo.
Come rimanere indifferenti alle parole di Agnese quando riporta ai ragazzi la richiesta di alcuni padri agostiniani, missionari sulle Ande, che chiedevano delle scatole di cartone per dare una degna sepoltura ai corpicini dei neonati che morivano attaccati ai seni vuoti delle proprie madri?
Non puoi tirarti indietro, non puoi fare finta di niente; non puoi non vedere, non sentire, non parlare di… missione.
Non bisogna arrendersi, mai alzare bandiera bianca, ma soprattutto credere sempre più nei giovani.
Quei giovani hanno ascoltato, si sono emozionati, hanno partecipato.
Non si sono mostrati indifferenti alle parole dette e alle esperienze riportate.
Quel brusio e quella vivacità che riecheggiavano nell’aula magna della scuola fanno sperare che un mondo migliore è possibile.
 
* * *
 
Il Gruppo Jonathan desidera ringraziare l’Istituto “Maria Ausiliatrice” per l’ospitalità è per l’opportunità di poter presentare la propria esperienza e la propria attività a dei giovani così attenti a interessati. In fin dei conti il Gruppo nasce molti anni fa, nel 1970, come gruppo giovanile e sull’onda dell’entusiasmo di alcuni giovani, alcuni ormai molto adulti, è arrivato fino ad oggi a cercare di risvegliare nell’animo sensibile e generoso dei giovani degli anni 2000 uno slancio nuovo di fiducia nel futuro e di impegno per lo sviluppo dell’umanità, anche di quella più lontana dalle nostre comodità e dai nostri privilegi. Per costruire un mondo nuovo, dove pace e giustizia siano come due facce della stessa medaglia.
Per il Gruppo si tratta di un’occasione eccezionale di tornare a svolgere un intervento di sensibilizzazione nelle scuole che è nello stile e nel solco più autentico delle proprie caratteristiche; infatti la raccolta di fondi, pur necessaria, anzi indispensabile, per soccorrere le necessità dei bimbi e in genere della popolazione delle Ande peruane, è sempre preceduta e se possibile vincolata dal cambio di mentalità o almeno dal tentativo di modificare la percezione della realtà missionaria. anzitutto sensibilizzando appunto i giovani.
Un ringraziamento particolare, quindi, va a Suor Paola, alla Prof.ssa Demofonti e a Suor Ilaria, per la preziosa collaborazione.



15 e 20 aprile 2010]]></description>
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			<title>NEWS DALLA MISSIONE E GLI AUGURI DI BUON NATALE DI MONS. BERNI</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/news_dalla_missione_e_gli_auguri_di_buon_natale_di_mons_berni_7732342.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>NEWS DALLA MISSIONE E GLI AUGURI DI BUON NATALE DI MONS. BERNI</strong><br />Spero solo nella vostra comprensione e nel vostro ...perdono!
Dunque: l´Avvento è appena in incominciato il che vuol dire che anche il Natale è ormai quasi alle porte, tanto passa veloce il tempo! E allora almeno in questa circostanza il ricordo è per lo meno doveroso, magari insieme a qualche notizia della nostra missione.
Forse la più bella notizia è che quest´anno ho ordinato tre nuovi sacerdoti agostiniani per la  missione, il che vuol dire che andiamo verso la direzione giusta riguardo alla formazione di una Chiesa locale con sacerdoti, religiosi e religiose peruviani, perché questa alla fine è sempre stata una delle nostre priorità.
Anche nella nostra missione  abbiamo dato inizio all´Anno della Fede: in alcune parrocchie senza tanta solennità, in altre sono stato presente personalmente approffittando della celebrazione delle Cresime di fine anno che ancora una volta ho voluto e potuto farle personalemente. Certo che la catechesi e soprattutto la testimonianza nostra e dei cristiani sono i mezzi più semplici e adeguati per trasmettere e comunicare la Fede che rimane sempre un DONO DI DIO.
La situazione sociale nel Paese è più o meno stabile e pacifica, salvo le solite revindicazione sociali ( maestri, magistrati, medici e infermiere, ecc.) che un pò alla volta il Governo cerca di accontentare.
Una novità económica della nostra missione è senz´azltro il complesso minerario &quot;Las Bambas&quot; che la compagnia &quot;XTRATA&quot; sta esplorando da ormai diversi anni ; tra il 2012 e il 2013 è previsto la preparazione dll´infrastruttura per l´estrazione e processamento del minerale (Rame, principalmente). C´è molto movimiento di persone e di grossi macchinari mai visti in zona. Se dal punto di vista económico questo rappresenta  un futuro di sviluppo per il Paese e anche per le località toccate dal progetto (principalmente Challhuahuacho e Haquira, Provincia di Cotabambas, per chi ha conosciuto queste località), dal punto di vista umano e religioso questo sta cambiando il modo di pensare e di vivere della gente, anche dei semplici campesinos: la gente perde interesse per la sua terra e i valori legati alle proprie tradizioni. C´è la corsa al &quot;dinero&quot; facile, e la compagnia non risparmia pur di attirarsi le simpatie e l´approvazione della popolazione! Insomma abbiamo un futuro pastorale molto incerto tra queste popolazioni innondati  improvisamente da tanti soldi mai visti in vita loro.
Tra le notizie vorrei anche aggiungerne una che riguarda un pò anche l´amica Maria Antola, perchè inizialmente voleva essere un ricordo per Nino. Sono incominciati i lavori per la costruzione della nuova Chiesa di ÑAUINLLA. Ñauinlla  è uno dei paesi involucrato nel progetto minerario, situato a 4.000 m. s.l.m., solo che gli abitanti si sono messi estrarre il minerale per iniziativa propia e nel territorio in cui la compagnia ha comprato i diritti di esplorazione e di estrazione (sono i cosiddetti  &quot; Asociación de mineros artesanos&quot;, che di fatto sono informali, che non  pagano contributi allo Stato e che però guadagnano bene!!! E questo spesso è motivo di disturbi e violenze sociali).  Comunque il paesino è cresciuto moltissimo in questi ultimi anni, la cappella era fatiscente  e aveva bisogno di una nuova struttura. Abbiamo incominciato quest´anno, ma spero di poterla terminare solo il prossimo anno. Vi mando qualche foto.
        Per il prossimo anno spero anche di poter mettere mano alla ricostruzione della Chiesa di Huaruchaca, che era il primo intento di un´opera in ricordo di Nino. Dopo vari tramiti, presentazione del progetto fatto da un Architetto e approvato dall´INC, qualche litigio, ma solo verbale !!!, sembra che con il mese di marzo o aprile 2013 potremno iniziare i lavori. Per l´Anno della Fede, e prima di diventare &quot;emerito&quot;, mi piacerebbe  offrire al Signore e al popolo di Dio anche queste chiese. Chi ha visitato la nostra missione è testimone di chiese storiche e artistiche (Mamara, Ayrhuanca, Haquira, Antabamba , Huaquirca, tra le principali) segni ancora visibili della fede dei nostri antichi. Anche noi possiamo lasciare qualche segno tangibile del nostro passaggio, segno della fede non solo della nostra gente ma anche della missionarietà dei nostri benefattori, tra cui anche voi naturalmente!!!
Bene, a questo punto credo che vi ho sottratto più tempo del previsto e quindi passo súbito ai saluti e agli auguri che non sono solo di rito ma sinceri e sentiti. Auguro a ognuno di voi pace,  serentità e salute. Sono abastanza informato circa la crisi económica che attraversa il Paese e non solo l´Italia. In questa situazione l´interesse, l´amore e lo sforzo, vostro e dei benefattori, per la missione è ancora più apprezzato e ammirevole., e di questo ve ne siamo tutti grati.
Vi saluto e abbraccio tutti con affetto e con la mia benedizione e a tutti auguro un  SANTO  NATALE e un 3013 con più SPERANZA.
Sinceramente
 
+ Domenico Berni, osa]]></description>
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			<title>NOTIZIE DALLA CASA DEL NI&amp;lsquo;O</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/notizie_dalla_casa_del_nino_10469755.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>NOTIZIE DALLA CASA DEL NIÑO</strong><br />Vogliamo farvi arrivare da qui il nostro grazie a nome loro e nostro mentre con loro vi ricordiamo al Signore chiedendo per voi ed i vostri cari la Sua benedizione. In questo momento in casa ci sono trentasei bambini: sei da zero a cinque anni, tredici di scuola elementare, quindici di scuola media e una di terzo istituto. Il più piccolo è arrivato di quattro mesi, orfano di mamma però felice forse perchè amato e cresce bene...Ci rallegra che una piccola, portata qui di tre giorni perchè trovata abbandonata, ora è felice con papà e mamma mentre siamo in attesa di famiglia per tre fratellini di cui si occupa l&#039;ufficio adozioni; speriamo bene...Non l&#039;abbiamo visto ma sappiamo che in Youtube col titolo LOS NIÑOS DEL CIELO c&#039;è un video sulla Casa e non so se avete visto di Manuela Magnoni VIAGGIO AL CENTRO DELLA VITA; altre foto o notizie le nostre ex studentesse le pubblicano in Facebook....Solo per un po&#039; di aggiornamento!!!! Ma forse qualcuno vi avrà informati prima di noi...Di nuovo un sentito GRAZIE ed un abbraccio a tutti/e voi. 
 
Con affetto, sr Eustella, sr Annamaria e l&#039;allegra brigata della Casa del Niño di Chuquibambilla]]></description>
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			<title>UN SEMINO DA FAR CRESCERE</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/un_semino_da_far_crescere_5350786.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>UN SEMINO DA FAR CRESCERE</strong><br />

Subito vien voglia di scrivere le emozioni e i ringraziamenti alle persone incontrate e ritrovate. Così Fabrizio ha fatto, in una bellissima lettera inviata a tutti.
Le emozioni vissute sono tante, i ricordi altrettanti, ma metterli insieme può risultare difficile, specie se nonostante si sia tornati, continuano ad essere vividi nella nostra mente e non facili da riordinare.
Rivedo le foto scattate durante i miei giorni peruviani e ascolto la musica che mi ha accompagnato
nei lunghi spostamenti. I profumi, il vento e la polvere si rimaterializzano nella mia mente, l’eco delle tante voci ascoltate, delle avventure vissute, mi rinnova l’allegria e sento nuovamente quell’energia che mi ha accompagnata per tutto il viaggio.
Tanti volti, tante strette di mano, tante risate, qualche lacrima…
Ogni viaggio fatto, porta un dono da portare con sé ad ogni ritorno.
Le lunghe ore passate sull’aereo permettono di lasciarsi andare a molte riflessioni…
L’enorme distanza, da casa, dalla terra, da tutto, sospesi a 10.000 mt, nel buio della notte le stelle vicine e splendenti, quasi propense a farsi toccare… il cuore si riempie di gratitudine e la gratitudine si trasforma in preghiera.
 
“SIGNORE FA DI ME UNO STRUMENTO D’ AMORE PER GLI ALTRI”
 
Quando si vive nella propria realtà, è facile dimenticare chi è l’altro, presi dai propri problemi, dalle piccole lotte quotidiane. L’altro diventa non un fratello da amare, ma un vicino da osservare, alle volte un nemico da cui difendersi. Ci proteggiamo nelle nostre fortezze, sforzandoci di essere sempre migliori di chi ci sta vicino.
Si diventa ostili, diffidenti, paurosi.
Probabilmente non è necessario andare così lontano per aprire gli occhi alla vera essenza dell’amore, ma il cammino non è uguale per tutti.
Il mio mi ha portato in Perù , varie volte, ed ogni volta sono tornata con più amore nel cuore.
L’esperienza fatta semplicemente nell’osservare scelte di vita diverse dall’ordinario, persone che hanno scelto di dedicare la propria vita per gli altri, l’energia che sprigiona dai loro sguardi, pieni d’ amore per i loro fratelli, il ritmo incessante del loro lavoro che mai cala… tutto questo ha fatto nascere oltre che ammirazione, il desiderio di altro…
Come il genitore che sa che per educare il figlio altro non deve fare che dare l’esempio, così guardare l’esempio di uomini e donne felici nel dedicare la propria vita per gli altri non può non far nascere nel cuore un spinta nuova, domande nuove.
Non tutti siamo chiamati alle medesime scelte, ma a tutti viene fatta la stessa domanda:



CONOSCI TUO FRATELLO?
 
“ero affamato, ero carcerato, ero ammalato…”
 
Ma qual è il senso di tutto?
cosa si deve fare?
Queste le domande che mi sono portata durante questo lungo tempo in Perù.
Come in tutti i viaggi, prima di partire si fanno programmi, progetti, obiettivi da raggiungere ma mai si può prevedere quale sarà il percorso, dove un cammino intrapreso possa portare.
Niente è scritto e tutto è da scoprire!
Sono partita come madre, tenendo per mano mia figlia adolescente, alla scoperta di una parte delle sue radici, ma ancor più importante ho scelto di mettere i suoi giovani occhi di fronte a ciò che il mondo ci nasconde…SI PUO’ ESSERE FELICI ANCHE VIVENDO IN SEMPLICITA’.
Con gradualità le si è spalancato un mondo inaspettato, ciò che il giorno prima avrebbe considerato, scomodo, sporco, stancante, le è apparso come interessante, stimolante, avvincente…
Ho visto la gioia nei suoi occhi, sono stata spettatrice del suo adattamento, del suo considerare normale ciò che molti di noi considerano alieno.
Qualcuno potrebbe dire che certe esperienze vadano fatte quando si è “grandi”…
Ma non c’ è niente di più adattabile di una mente fresca, giovane, per apprendere, per incominciare a seminare nel suo cuore domande:
MA ALLORA NON ESISTE SOLO IL MIO MONDO!
CHI E’ L’ALTRO?
CHI E’ MIO FRATELLO?
soprattutto la consapevolezza che siamo tutti uguali, in qualsiasi posto del globo ci si trovi.
Sembra una frase fatta, ma la verità è che quando si va lontano ci si trova a stupirsi proprio di scoprire che quell’amico dagli occhi a mandorla, dalla pelle nera, gialla, olivastra altro non ha che i tuoi problemi, i tuoi desideri. Gli piace giocare, scherzare come te, si impegna nel lavoro nello studio come te, si stanca e si innervosisce come te. E’ TUO FRATELLO!!
Lo riconosci proprio per questo!!
Missionari allora si diventa quando scopri che tuo fratello, quella persona uguale a te, sta soffrendo, è malata, è carcerata… chi lascerebbe il proprio fratello solo con se stesso?
Suor Eustella, Suor Annamaria, Suor Speranza; Suor Bernardina sono “sorelle”(le “fatine” buone come le chiamo io) che hanno scelto di dedicarsi ai nostri fratellini più piccoli, bambini che non hanno avuto la fortuna di essere curati dalle proprie famiglie… i Padri Agostiniani, hanno scelto di dedicarsi ai fratelli un po’ più “grandi” che si trovano sparsi per la regione dell’Apurimac.
Un’intera schiera di fratelli che si “preoccupa” per altri fratelli!
Questo senso di famiglia, non può che far scaturire amore, desiderio di essere parte di questo bene che passa da persona a persona…da fratello a fratello…
 
“…essere la coppa da cui i miei fratelli possano bere, 
  essere la coperta con cui possano coprirsi,
  essere cibo con il quale possano nutrirsi…”
 
So che questo è solo l’inizio, un piccolo semino che si è piantato in me e che deve essere coltivato.
Tanta strada c’ è da fare, tanto da imparare ma già adesso tante le persone da ringraziare, tanti i volti da tenere nel cuore per sempre.
Grazie a tutti i miei “fratelli” che ho incontrato in Perù’ dal più piccolo al più grande,
vostra “sorella”.



                                                                                      di Martha Antola


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			<title>EDITORIA: IL LIBRO DEDICATO A NINO</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/editoria_il_libro_dedicato_a_nino_4706959.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>EDITORIA: IL LIBRO DEDICATO A NINO</strong><br />Ecco, questo libro vuole essere Vita e fedeltà alla Parola; io l’ho   vissuto così: come atto d’amore di noi gabbiani per Nino, come l’atto   d’amore che i genitori fanno per far nascere i propri figli.










Noi,io e voi che lo leggerete siamo la vita di Nino del giorno d’oggi: Nino non deve morire, ma vivere con noi.



Dio ha amato ed ama Nino e noi gabbiani siamo l’opera delle Sue mani, perché, ricordatevi, amici miei carissimi, ognuno di noi è un Gesù vivo per il mondo vivo di oggi.



Ora il libro è qui: frutto del reciproco impegno, del continuo scambio d’opinioni e della comune volontà di far conoscere e ri-conoscere la figura di Nino. 



Ed è grazie a questo libro che si è rafforzato il mio rapporto con il Signore che mi ha donato una persona per me molto “speciale” con cui ho confrontato le mie forze, riconosciuto le mie debolezze, ma, soprattutto,uno con cui ho vissuto gioie e delusioni, emozioni profonde e sincere che solo lui mi poteva dare.



Maria Carelli Antola



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“Nel disordine di una società frenetica e convulsa, dove l’egoismo e l’imperturbabilità diventano spesso stili comportamentali imperanti, sorprende e attrae la “luce” di alcune persone che fanno della propria esistenza una vera e appassionata abnegazione nei confronti degli “ultimi”: uomini, donne e bambini che vivono in condizioni di completo degrado e miseria. Questo libro è dedicato ad un uomo che, con la sua luce speciale, ha risollevato l’esistenza di molte persone, restituendo loro la dignità negata e ha guidato molti giovani nei loro percorsi di vita, incitandoli all’impegno serio e coerente…”. 



Con queste parole contenute nella premessa presentiamo il libro “Il più libero dei Gabbiani”, dedicato al fondatore del Gruppo Jonathan Livingston, Nino Antola, tornato alla Casa del Padre il 16 luglio 2008. 



Nato in Liguria a Camogli, da una stirpe capace di navigare gli oceani fino a scoprire nuovi mondi, ha scelto di essere determinato e responsabile nel servizio. Nel suo cammino ha incontrato molti giovani e adulti, svolgendo per i primi una grande opera di catechesi e per i secondi l’attestazione esemplare di una fede vissuta attraverso le opere e l’attenzione all’ascolto dei più poveri.



Dirigente di banca a tempo pieno, marito e padre di famiglia, ovvero non appartenente a nessuna categoria speciale abitualmente votata alle scelte radicali ed a favore degli ‘ultimi’, per lui dare inizio al Gruppo Jonathan L., oggi Onlus, è stata una scommessa educativa fortemente attuale e deliberatamente cercata, senza compromessi o patti con nessuno.



Nino non amava parlare di sé e noi abbiamo cercato di farlo con discrezione, raccogliendo le testimonianze di alcuni di coloro che lo hanno conosciuto e condiviso con lui ampi tratti di strada in comune. Abbiamo raccontato quanto fatto insieme, nei momenti difficili come in quelli di festa, orientati alla testimonianza che ‘un’altra esistenza è possibile’ e nella speranza di viaggiare verso ‘cieli e terra nuovi’.



Un modus operandi, quello diNino, svolto con l’intelligenza del cuore e semplicità familiare, con gesti e ritmi ispirati dall’amore gratuito e totale, con l’arte del ‘rimanere anonimi’ ma sempre impegnato in prima linea 



Abbiamo pensato che tutto questo non poteva rimanere una esclusiva eredità spirituale di alcune persone, ma queste stesse avevano la responsabilità di trasmetterlo agli altri. Per questo motivo è nata l’idea e infine la realizzazione di questo libro. Con l’impegno, da parte nostra, di devolvere interamente il ricavato delle offerte per questo volume alla “Casa del Niño” della missione dei Padri Agostiniani, guidata da Mons. Domenico Berni, Vescovo della Prelatura di Chuquibambilla (Perù).



Maria Pia Parenti                                        










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		<item>
			<title>RESOCONTO VIAGGIO IN MISSIONE</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/resoconto_viaggio_in_missione_5350833.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RESOCONTO VIAGGIO IN MISSIONE</strong><br />
  

come gettarsi dal balcone dell’albergo per centrare la piscina o  distesi lungo le rotaie,  mentre aspettano l’arrivo di un treno. 

Comportamenti per gridare bisogno di vincere la paura in un mondo di adulti che, nel migliore dei casi, rimpiange i tempi passati perché “ Allora sì che c’erano ideali e facevamo cose che adesso non si possono immaginare”. Gesti insensati per urlare alle domande fondamentali della nostra esistenza un desiderio di risposta che non ha avuto tempo sufficiente per ascoltare e farsi ascoltare. 
  
Da giovane ho avuto la fortuna d’incontrare un maestro d’alpinismo, semplice e generoso. Mi diceva: “ Quando vado in montagna e guardo le cime coperte dal bianco della neve, riconosco il segno della grandezza e della presenza di Dio, ”.  
Dal 16 agosto di quest’anno al 6 settembre, insieme con Augusta IPPOLITI e la dott.ssa Maria Maddalena RICCIARDI, sono stato in Perù, nella Prelatura di Chuquibambilla. Una vasta zona della catena andina del Dipartimento di Apurimac ad oltre 3000  m.s.l., con prevalente presenza di popolazioni “Indios” e limitrofa all’antica capitale dell’impero Incaico Cusco. Dal 1969, tra le tre provincie alte di Grau, Antabamba, Cotabambas, operano i missionari italiani Agostiniani che oggi sono aiutati anche da sacerdoti peruviani locali. Il Vescovo è Mons. Domenico BERNI che, forse, qualcuno di voi ricorderà per una sua recente visita nella nostra Parrocchia. Cercherò di raccontarvi del nostro viaggio, che ha avuto come principale motivazione, il desiderio di approfondire la conoscenza dei luoghi e la necessità di aiutare meglio il lavoro dei missionari e delle suore, con particolare riferimento all’aiuto per integrare il servizio sanitario offerto attualmente dal ministero della salute.  

 
 

La prima tappa per tutti coloro che si recano in Perù è Lima, perché non si può arrivare direttamente con l’aereo intercontinentale a Cusco. Lima, che si trova sul mare, ha circa otto milioni di abitanti, con grandi quartieri popolari dove le strade, i servizi e le case sono assenti o in fase di “ auto/costruzione” da parte degli abitanti. Da Lima si passa con l’aereo “ più piccolo”, nella città di Cusco. La mitica capitale del Thauantisuyo, luogo posto in una valle prescelta per la sua bellezza dal primo imperatore Incas, tra montagne innevate che superano i 4000 m.s.l. . Da questa città, considerata l’ombelico del mondo precolombiano, parte la strada che con camionettafuoristrada può essere percorsa, fino ad arrivare dopo circa 10 ore, al centro della Prelatura, la cittadina di Chuquibambilla. 

 
 

Per noi tre questo paesino ha un significato importante, perché è il luogo della Casa Nido dove vengono ospitati i bambini più piccoli, quelli che vengono affidati alle cure delle Suore Crocifissine. Nel cortile, sotto l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, leggo la targa in ottone dorato dedicata a “Nino” Antola e portata personalmente dalla figlia Martha nell’ottobre 2008. “Donaci o Signore, la forza di spezzarci per gli altri come Ostia frantumata per realizzare il tuo progetto d’amore”. Queste semplici parole, viste da qui nell’opera delle Madri e degli operatori, si animano, diventando volti e storie di tanti bimbi che in questo luogo incontrano affetto e aiuto di vita.

 
 

Come il piccolo Litdaman di anni 8, colpito dalla distrofia muscolare e costretto a seguire i giochi degli altri bambini dalla sua carrozzina. Il papà ha avuto un ischemia che lo limita nel lavoro, la mamma che ha altri tre figli e non può accudirlo durante il giorno, così è costretta a lasciarlo solo nella casa senza possibilità di aiuto o movimento. Quando pensiamo alle loro case non riusciamo ad immaginare cosa significhino, perché solo visitandole si può capire, soprattutto per l’assenza di strutture idonee al superamento delle barriere architettoniche. Stare qui con gli altri bambini è per lui motivo di gioia, perché può andare a scuola grazie ad un taxi che le suore noleggiano appositamente; nel suo viso la presenza del coraggio è il tratto che più stupisce, oltre la voglia di imparare ed andare avanti. Mentre lui disegnava vicino a me guardandomi con il suo volto sorridente, sentivo la mia pochezza, e quanti futili propositi molte volte turbano i miei pensieri quotidiani. Dio ci ama tutti senza chiedercelo e come Padre non ci abbandona mai, perché nulla “potrà mai separarci dal suo Amore”. Questo bambino con la sua gioia “nonostante tutto” e il segno di Gesù figlio di Dio, incarnato nella nostra umanità e da Lui resa sapiente per affrontare le prove con un unico e grande “Sole” capace di farci vivere e continuare a sperare.

 
 

Tutta la zona del Dipartimento Apurimac, ( nome nell’antica lingua chequa significante Dio parla)  per l’altitudine, è fortemente condizionata nello sviluppo economico e può contare solo su colture agricoli a base di patate e mais, capaci di sostenere appena le popolazioni. Oggi la grande speranza è data dallo sfruttamento delle miniere che tuttavia dipendono fortemente dai finanziamenti esteri, e spesso portano lontano dal paese le ricchezze prodotte.

 
 

Mentre visitavamo i luoghi della Missione dopo essere stati a Chuquibambilla, Progresso, Haquira, Tambobamba, Cotabambas, il Vescovo, Monsignor Domenico presentandoci ai Padri e alle Suore, nei dispensari medici o nelle mense per persone povere o anziane, diceva: “ Grazie al loro contributo posso aiutarvi nel lavoro che svolgete per tutte queste persone”. Non riuscivo a vedere se a quelle parole le mie guance arrossivano, ma in realtà pensavo “ ringraziare … ? Sono io che devo ringraziare voi, dove sarei oggi se a Roma, 36 anni fa, non avessi incontrato qualcuno che mi ha fatto conoscere il vostro esempio d’impegno in questa lontana terra di Missione”?

 
 

Nel paesino di Mamara ho avuto la grazia di vedere realizzato un mio sogno. La mostra sulle chiese coloniali del 1987 pubblicata dall’Associazione Apurimac durante l’Anno Santo 2000 denunciava la presenza di un patrimonio storico che stava andando alla rovina; da lì ho “ potuto toccare con mano” la scuola per intagliatori di pietra locale “ sillar” che studiano, lavorano e si preparano onestamente ad affrontare la vita. Li anima Chico un ragazzo di Como della mitica “ Operazione Mato Grosso” di Padre Ugo De Censi, cercando di fare del lavoro non il “ fine” ma lo strumento di scoperta di valori importanti: lealtà per potersi fidare l’uno dell’altro, condivisione con i più poveri, crescita continua nella Fede. Da un luogo sperduto della missione producono opere che vanno in tutta la provincia, a Cusco ed oltre. La facciata della nuova Cattedrale di Chimbote, nel nord del Perù è stata interamente scolpita da loro e poi trasportata e montata pezzo dopo pezzo.

 
 

 

 
 

Nel gruppo d’animazione missionaria della nostra Parrocchia durante quest’anno, ci siamo chiesti spesso: che senso ha oggi parlare di missione ad Gentes? Se possiamo ancora dire che ci sono luoghi dove qualcuno deve andare ad annunciare che Cristo è Risorto ? E qual è il modo migliore per aiutare veramente queste persone ? 

 
 

 

 
 

Io non credo che Dio ci chieda “ necessariamente” di convincere o convertire qualcuno, e neanche di dispensare consigli sul modo di come fare per favorire un certo processo di sviluppo. La combinazione storica in ognuno di noi, di popoli antichissimi come gli Indios con tutte le diverse radici geografiche di Incas, Aymara, ecc. ecc. è come un intricato quipu (sistema di scrittura e contabilizzazione incaica oggi completamente sconosciuto basato su corde e nodi) che forse un giorno ci verrà spiegato. Ma quando c’è un uomo che soffre o che lotta per la Giustizia, in qualunque parte del mondo, se Dio esiste, Lui è in quel luogo. Riconoscerlo e magari aiutarlo ad alleviare la sua sofferenza, significa avvicinarsi al mistero delle domande fondamentali, o se preferite usando un termine oggi di moda “ fare un esperienza spirituale”, da consigliarsi a tutti.

 
 

Sarà un caso ma dove trovi situazioni di sofferenza, fame e lotta all’ingiustizia o alla povertà, trovi un sacerdote, una suora, un laico impegnato con moglie e figli che ha deciso di  lavorare con gli Indios il ferro, il legno, la pietra. Non vivono in palazzi o ville con piscina, mangiano cibi che il nostro palato raffinato non apprezza, sopportano la polvere delle strade, il caldo dei tetti in lamiera, il freddo delle notti, perché hanno liberamente scelto di accompagnare un popolo nella vita del giorno dopo giorno. Persone che non possono trovare posto sulla prima pagina dei Tg, ma che sono ancora le “ pietre vive” Chiesa di Gesù, comunità di salvati che annuncia, proclama, attende la venuta del suo Signore. 

Noi li abbiamo incontrati, ora non potremo più dire di non aver visto. 
 Fabrizio Gatti
 ]]></description>
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		<item>
			<title>RESOCONTO CONCERTO DI MUSICA CLASSICA IN RICORDO DI NINO ANTOLA</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/resoconto_concerto_di_musica_classica_in_ricordo_di_nino_antola_5419953.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RESOCONTO CONCERTO DI MUSICA CLASSICA IN RICORDO DI NINO ANTOLA</strong><br />Il Dopo di ogni avvenimento può essere difficile se non si vede al di  là di quello che ci è successo; alle volte si può perdere la percezione di  ciò che si è sperimentato se ci si rinchiude nei propri &quot;perchè&quot;.
Diventa importante, allora, imparare a sentire quella presenza con la  certezza della Fede e condividere questa nuova esperienza con gli  altri: in fondo, non è cambiato nulla se non il diverso modo di comunicare. Così si sente la necessità di esprimere con ogni mezzo  ciò che si è sperimentato, ora con un libro, ora con una poesia, ora con  la musica... 
Ma, la sera del concerto per Nino, nella chiesa colma di tanti amici  attenti e partecipi, ho capito che non siamo delle molecole qualsiasi  che vagano a caso nell&#039;Universo e che i ricordi non sono dei  &quot;flashback&quot;, ma delle realtà.
Quando i valori di chi non c&#039;è più continuano a vivere in altre  persone, quando ci accorgiamo che il seme gettato sta crescendo per  diventare un albero rigoglioso, allora si comprende che questi sono i  veri &quot;ricordi&quot; per i quali vale la pena di vivere.
Le note musicali che risuonavano dolcemente nella chiesa creavano sì  forti emozioni e per qualcuno anche una nota di malinconia, ma hanno  fatto capire che è assolutamente possibile una comunione tra &quot;i vivi nel  tempo&quot; e &quot; i vivi oltre il tempo&quot;.
Penso proprio che noi tutti del gruppo Jonathan non finiremo mai di  ringraziare di cuore il nostro amico Fabio Massari che, alla sua  eccellente musica, ha dato un significato molto alto: un ringraziamento  ad una persona a cui ha voluto bene.
Perciò, anche se la vita ci riserva inevitabilmente sofferenze,  nostalgie e tentennamenti nel buio, mi piace fare mie le ultime parole  del &quot;Curato di campagna&quot; dall&#039;omonimo &quot; DIARIO&quot; di G. BERNANOS
                                          &quot; CHE  COSA  IMPORTA?  TUTTO E&#039;  GRAZIA&quot;



Maria Carelli Antola



6 novembre 2010]]></description>
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			<title>Intervista Radio1 7 febbraio 2012</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/intervista_radio1_7_febbraio_2012_6712502.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Intervista Radio1 7 febbraio 2012</strong><br />]]></description>
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			<title>QUARANTENNALE JONATHAN L.</title>
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			<description><![CDATA[<strong>QUARANTENNALE JONATHAN L.</strong><br />



Maria





40 ANNI D&#039; INCESSANTE DEDIZIONE AGLI ALTRI NON SONO POCHI, MA SOPRATTUTTO NON SONO VANI.



Può succedere che, dopo una giornata ricca d&#039; emozioni importanti si rischi di vedere presente e futuro nei toni più neri.

Domenica 20, invece, ho respirato tanta aria di gioia e di tanta   &quot;gratitudine&quot; per un uomo straordinario che aveva intuito ed indicato   una strada che avrebbe dato un senso alla vita di tanti giovani.



Nino è presente in quello che sono io oggi in quello che è il Jonathan   oggi, in quello che sono le persone che lo hanno incontrato e lo hanno   avuto come amico.

E&#039; stato un &quot;maestro&quot;, come penso, sia stato ben identificato nel nostro depliant.



Nel rapporto che si crea tra maestro ed allievo, si arriva ad un grado in cui il maestro e l&#039; allievo non sono più due, ma uno.

Ci si può separare in qualunque momento, ma, quando l&#039; allievo si   eserciterà come ha imparato da lui, il maestro sarà sempre presente.



Per questo motivo Nino potrà continuare ad essere il &quot;maestro&quot; che insegna a volare.

Per quanto riguarda la mia esperienza di questa giornata, io sono sicura   che, anche se fisicamente non c&#039; era, era accanto a me con il suo  Amore  per sostenermi e darmi la forza necessaria per vivere  intensamente ogni  emozione e commozione specialmente nella celebrazione  della S.Messa: i  canti, l&#039; omelia, la consegna della targa...



Nino ha lasciato un grande vuoto, ma ha lasciato anche un&#039; immensa   eredità spirituale che lo rende presente tuttora nel sociale e nell&#039;   individuale..

Il coraggio di continuare il mio volo viene proprio dal pensarlo ancora  &quot;attivo&quot; su questa terra, in mezzo a noi tutti.  Maria													



Fabrizio





Da parte di Madre Anselma, Crocifissine, Perù.
  
Carissimi,  scusateci se un po&#039; in ritardo, per i ritmi dell&#039;internet di qui, ma con  il nostro cuore sempre riconoscente e grato per come ,anche da lontano,  ci seguite ed aiutate. Vogliamo anche noi unirci in questa occasione  per ringraziare il Signore di tutto il bene che vi ha concesso e  permesso di realizzare in questi quarant&#039;anni ed invocare la Sua  benedizione per tutti voi mentre ricordiamo a Lui il caro Nino, che  certamente dal Cielo continuerá ad accompagnare il vostro cammino,  insieme ad altri amici che giá godono nell&#039; Altra Vita. A voi tutti il  nostro grazie ed augurio di ogni bene con un caro abbraccio da grandi e  piccini,
  
TUTTI NOI DELLA CASA DEL NIÑO
  
 



Roberto



Tanti  commenti, dopo la giornata di domenica, mi sono sembrati un po&#039; troppo  malinconici. Il gruppo Jonathan, nonostante tutto dopo tante  vicissitudini e&#039; ancora operoso e pieno di spirito vivificante. Per  tutti quelli che considerano chiusa la loro esperienza al gruppo dico di  lasciare sempre una porta aperta. E come diceva Qualcuno &#039;&#039;Non abbiate  paura&#039;&#039; !!
  



 
 

Clara


Ciao a tutti, purtroppo non mi è stato più possibile venire e mi è dispiaciuto immensamente. 
  Anche per me il gruppo Jonathan è stata un&#039;esperienza formativa e  significativa che ha contribuito a fare di me la persona che sono oggi.  Spero che ci siano altre occasioni per incontrarci. Vi abbraccio


 

Camillo   
anche se  Domenica non c&#039;ero, perché dovevo viaggiare, ho pregato per voi e vi ho  donato la benedizione apostolica, in assenza del Papa, pellegrino in  Benin......benedictio Dei Omnipotentis
  
 

 


    
 

Fabrizio
   
Carissimi,  un grazie di cuore a voi tutti che con Amore grande avete trasformato la  giornata di domenica in un indimenticabile momento di emozioni, allegra  convivialità e, perchè no,...di profonde riflessioni.
  
Tutti i  vostri nomi non sono scritti sulla sabbia per essere presto cancellati  dal mare, ma nel CUORE DEL CRISTO RISORTO, oltre che nel Libro della  Vita come giustamente ci ha ricordato Monsignor Berni.
  
Vi rivedo uno per uno come tante formichine, anche quelli che da tempo hanno lavorato nel silenzio.
  
 

 
Anna Maria  
Carissimi  amici, in questa bellissima giornata, la gioia più grande è stata per me  e Raffaele vedere Maria &quot;trasformata&quot;: il suo viso era luminoso e  mostrava tanta serenità, e siamo sicuri che anche il suo cuore  traboccasse di gioia! Nino fisicamente non c&#039;era, ma era sicuramente lì,  accanto a lei, con il suo Spirito e il suo Amore, per rassicurarla e  darle la forza necessaria per vivere intensamente ogni emozione della  giornata. Durante la celebrazione della S. Messa tanti sono stati i  momenti di commozione, e di forte emozione: i canti, l&#039;omelia, la  consegna della targa a Maria... Se il gruppo Jonathan, dopo quaranta  anni, continua a dare una tale testimonianza, è perché è stato ed è  tuttora lo &quot;strumento&quot; di un progetto divino, intuito da Nino allora e  confermato ancora oggi dal vostro.
  
 
  
 

Fabio

Un grazie di cuore a tutte le persone che  hanno organizzato questo evento: chi ha cucinato, chi ha preparato i  canti, chi ha predisposto la sala, chi gli inviti ...

 
 Grazie, perchè è stato un po&#039; come rivivere quei momenti che saranno sempre indelebili nel mio cuore.
 
  
Quando sono  andato via, il mio cuore era un turbinio di emozioni, pensieri,  immagini, visi, mani che si stringono, voci che cantano, montagne che si  scalano ... in mezzora ho rivissuto venti anni di vita passata insieme a  voi.
  
Mi sentivo molto malinconico, ieri sera, forse per qualcosa di importante che era andato via, che non c&#039;era più.
  
Ma c&#039;era  anche tanta consapevolezza di aver avuto la GRANDE FORTUNA di conoscere  il gruppo Jonathan L. che nella mia vita ha rappresentato qualcosa di  veramente straordinario. 
  
  
 
 

Giampaolo


 
Grazie,  veramente grazie a tutti. È stata una giornata bellissima nel  ritrovarsi tutti assieme a pregare e dividere momenti di divertimento. I  giovani e, noi, &quot;vecchi&quot; gabbiani che oggi ancora svolazziamo in ogni  dove e che portiamo nel cuore quella radice comune che ci ha aiutato a  crescere e che ancora ci accompagna nei nostri &quot;voli&quot;.
  
  
 
 

Fabrizio


 
Allego  alla presente il messaggio del &quot;Vescovo&quot; che è stato letto ieri durante  la celebrazione dei nostri primi &quot;40 anni&quot; di servizio alla Chiesa che è  in Roma e in Apurimac, Prelatura di Chuquibambilla (ho fatto qualche  piccola correzione che spero possa rispondere anche al tuo pensiero).
  
Con nostra  grande sorpresa la giornata è stata molto al di sopra delle nostre  aspettative. Il motivo ? non pensavamo di esserci ben organizzati,  inoltre c&#039;era il blocco delle auto che non potevano circolare e molti  anni di separazione con tante persone che non frequentavano più. 
  
 
 
 



Fabrizio


 
Grazie a tutti per la bellissima giornata, spero che ci rivedremo per un altra bella occasione di stare insieme.
  
 
  
 



Simonetta

Grazie  gabbianini e gabbianine!!!! Volare con voi è stata l&#039; esperienza più  formativa della MIA vita... Rivedervi è un Po&#039; come tornare a casa....  Grazie!!!
  
 



Francesco

Complimenti per la giornata vissuta e che sia occasione di crescita per l&#039;associazione!
  
 



Carlo

Dai commenti di chi c&#039;era, rimpiango ancor più di non aver potuto esserci. Sono contento per voi.

 Loredana
  
 

Grazie  per la bellissima giornata! Sono tornata indietro di anni ma con la  consapevolezza di aver ritrovato il medesimo &quot;clima&quot;! Sono stata  benissimo...Scusate se sono dovuta andare via con un po&#039; di anticipo  ma.....il dovere mi chiamava! Spero ci si riveda presto....non tra  vent&#039;anni eh!!!

 

 

 



Maria Teresa

Auguri  a tutti i gabbiani in questo giorno importantissimo! Mi è dispiaciuto  moltissimo non essere lì con voi per festeggiare ma anche qui in Francia  vi ho pensato molto! Un saluto affettuoso a tutti!

  

  
 

Agnese
 
... Grazie a tutti per la bellissima giornata ... Spero di rivedervi presto! Un abbraccio   
 
    
Daniela



GRAZIE, OGGI è STATO UN BEL MOMENTO. GRAZIE PER L&#039;IMPEGNO. vederci e  mettersi seduti in cerchio a ciaccolare è stato tutt&#039;uno. eè il bene che  non si dimentica]]></description>
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			<title>I SALUTI DI MONS. BERNI PER IL QUARANTENNALE</title>
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			<description><![CDATA[<strong>I SALUTI DI MONS. BERNI PER IL QUARANTENNALE</strong><br />il cui ponte di solidarietà con la nostra “missione in Perù” rappresenta sicuramente il sostegno principale. La circostanza mi ha fatto anche ricordare i miei 40 anni in terra andina: come missionari siamo nati e vissuti insieme per cui la celebrazione è doppiamente  legittima! Certo mi sarebbe piaciuto e sarebbe stato bello celebrare con voi, ma le corcostanze non me lo permettono. 
 
 

            Penso che per tutti é un’occasione per rendere grazie, a Colui che per mezzo vostro ha permesso di fare tanto bene a tante persone in Italia e in Perù. 

 
 

In modo particolare  penso:

 
 

 

 
 

·         Ai tanti ammalati, che tramite i dispensari medici parrocchiali iniziati dal P. Giovanni Salerno e oggi seguiti dalle Suore  “Missionarie di Gesù Verbo e Vittima” di Haquira e Coyllurqui, hanno avuto un sollievo alle loro sofferenze, salvando - a volte - vite umane. 

 
 

·         Ai tanti bambini ospiti della “Casa del Niño” di Chuquibambilla, curati con amore dalle Suore “Figlie del Crocifisso”.

 
 

·         Agli studenti della “Casa Nazareth” di Tambobamba con le Suore “Francescane Missionarie del Sacro Cuore”.

 
 

·         Ai tanti Catechisti rurali che pur nei loro limiti hanno collaborato a seminare la Parola di Dio nei villaggi più sperduti, dove non c’è la presenza stabile di sacerdoti o Suore.

 
 

·         Alle strade e ai ponti della Prelatura di Chuquibambilla, finanziate e realizzate col vostro aiuto che ancora oggi stanno lì, a testimoniare la preoccupazione della Chiesa per l’Evangelizzazione e Promozione Umana, permettendoci di andare nei villaggi lontani anche durante la stagione delle piogge.

 
 

            Alcuni di voi hanno potuto constatare di persona alcune di queste realtà; la maggioranza di voi, insieme ai tanti benefattori, spesso anonimi, hanno semplicemente creduto e avuto fiducia nei missionari.

 
 

            A questo punto credo che ancora una volta sia mio dovere manifestare la mia gratitudine anche in nome di tutti i beneficiari. 

 
 

Ricordo specialmente colui che fu il primo e principale ideatore  e animatore per tanti anni del Gruppo, un padre e un consigliere: Nino Antola, e i Padri Stimmatini della Parrocchia SS. Trinità a Villa Chigi che da oltre 15 anni accoglie il Gruppo Missionario “Jonathan L.”, consentendogli di continuare l’azione di servizio nella Chiesa che è in Roma.

 
 

I nomi di tutti gli altri che non posso qui menzionare, sono senz’altro scritti nel Libro della Vita, il cui Autore ha un’ottima memoria e non si lascia sfuggire nulla!

 
 

Auguro di cuore di passarre un’ottima giornata insieme, in allegria, nella gioia, con  la consapevolezza di avere collaborato, come missionari per 40 anni, alla costruzione del Regno di Dio che è giustizia, libertà e Amore per tutti gli uomini. Trovando sempre nuove energie per andare avanti con rinnovato entusiasmo.

 
 

Che il Signore vi benedica tutti, abbondantemente: voi, le vostre famiglie e i collaboratori e benefattori tutti.

 
 

Con l’affetto di sempre



 
 
+ Berni, osa.
 ]]></description>
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			<title>APPUNTI DI VIAGGIO 1</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/appunti_di_viaggio_1_4743142.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>APPUNTI DI VIAGGIO 1</strong><br />







    un paese  sperduto non segnato in  nessuna carta ufficiale...quella per i turisti,  s&#039; intende!!!




Eccoci qui da ben oltre trent&#039; anni che ci informiamo, che ci preoccupiamo, che lavoriamo per poter aiutare i padresitos e le madresite che hanno fatto le Ande casa loro.

Così c&#039; è venuto in mente che l&#039; aiuto più valido sarebbe potuto essere aiutare i giovani, a cominciare dai bambini per poter mantenere più a lungo possibile quel sorriso che la vita dura con i suoi sacrifici, molto spesso cancella dai loro visi.

Siamo nella regione Apurimac, zona montuosa con montagne che possono toccare i 5000 mt! un clima caldo che, con l&#039;altitudine, condiziona fortemente le produzioni agricole. Le difficoltà maggiori nascono dalle vie di comunicazione: solo i centri maggiori sono stagionalmente raggiungibili da sentieri che con le piogge divengono impercorribili. In questo contesto a farne le spese sono i bambini, spesso orfani (per questioni igieniche la mortalità per parto è altissima) o, nelle migliori delle ipotesi, sottratti alla scuola ed impiegati nei campi. Denutrizione, abbandono o addirittura il loro commercio è all’ordine del giorno.



I padri e le suore agostiniane vivono in Apurimac dal 1968, aiutano le famiglie ed accolgono i bimbi in difficoltà. Ma oltre a questo si adoperano per il loro futuro: hanno creato scuole, dispensari medici, hanno spinto lo Stato a costruire qualche strada o a mandare una guardia medica. Hanno comprato ambulanze e riparato strade, insegnato loro le norme basilari igenico-sanitarie, la manutenzione delle strutture, lo sfruttamento migliore delle poche risorse disponibili.



La nostra proposta... l’adozione a Distanza!

Un euro al giorno. Sì, basta così poco per assicurare un pasto caldo ad un bimbo del nido di Chuqui, un pasto che per molti può significare &quot;Un euro al giorno, un impegno che crea un legame vero con una speranza...vivere&quot;.



                                                                            di Martha Antola




 







]]></description>
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		<item>
			<title>Progetto: UN MONDO A COLORI</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/progetto_un_mondo_a_colori_6523369.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Progetto: UN MONDO A COLORI</strong><br />Progetto: UN MONDO A COLORI



Le insegnanti, sempre sensibili alla solidarietà., hanno collaborato nei primi due mesi del nuovo anno scolastico con l´Associazione Jonathan L. Onlus per poter dar vita a una giornata di festa e di divertimento per tutte le famiglie della nostra scuola e del tetti torio.



E´ stata un´occasione per far conoscere la comunità peruviana con cui l´associazione è in comunione fraterna e che da anni sostiene spiritualmente e concretamente.



La maestra Manuela, nelle settimane precedenti all´evento, si è impegnata per raccontare in tutte le sezioni della nostra scuola una storia per sensibilizzare gli alunni. In tale occasione ha potuto far conoscere la realtà di alcune comunità peruviane, dove i bambini come loro non hanno la fortuna di vivere una vita sempre serena. E´ stato chiesto a tutti i bambini di realizzare un piccolo disegno riguardante i personaggi della storia precedentemente ascoltata, dando la possibilità così di effettuare una piccola mostra per la giornata di festa.



Sabato 22 ottobre nell´incantevole paesaggi odi Villa Ada i volontari, le maestre e tanti bambini con i loro genitori hanno potuto vivere un pomeriggio ricco di emozioni. Alcuni papà  e mamme si sono resi disponibili per mettere in scena un piccolo spettacolo teatrale: &quot;ARCOBALENA&quot; che in modo semplice e diretto faceva capire ai piccoli spettatori quanto fosse bello e importante poter donare agli altri: anche con un piccolo gesto si può far felice chi ci sta accanto!



A seguire c´è stata la possibilità per tutti di trascorrere qualche ora mettendosi alla prova con giochi come tiro ai barattoli, la pignatta, lo slalom, il tiro della palla in bocca allo squalo, la corsa ai sacchi ed altri ancora: giochi semplici ai quali forse i nostri piccoli amici non avevano mai giocato vista l´era informatica che condiziona molto le attuali scelte ludiche. Tutti si sono divertiti trascorrendo un pomeriggio all´insegna dell´amicizia e con il desiderio di poter avere altre iniziative come queste.



22 ottobre 2011]]></description>
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		<item>
			<title>BUON NATALE E SERENO 2019</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/buon_natale_e_sereno_2019_11556844.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>BUON NATALE E SERENO 2019</strong><br />
....che avete in noi Figlie del Crocifisso; però vi confessiamo che non è semplice trovare le parole giuste per esprimere ciò che portiamo nel cuore.
L’approssimarsi delle feste Natalizie è per noi motivo di gioia e speranza e un invito ad essere più consapevoli del cammino scelto da Dio per avvicinarsi a noi: il cammino della piccolezza e dell’abbassamento. Questa Sua scelta ci insegna ad “amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amato” nel quotidiano della nostra vita, nel nascondimento del bene che possiamo fare, certe che l’unica ricompensa bella e vera è il Suo amore tenero e misericordioso.
Il Bambino Gesú viene per essere accolto e contemplato nei piccoli del mondo; viene per ricordarci che Lui abita in modo speciale in coloro che sono esclusi dalla società e feriti nella loro umanità. La nostra missione non è facile, ma suscita in noi tanta speranza, e fa crescere la nostra fede e carità, riempiendo i nostri cuori di gratitudine per la Sua Provvidenza.
Di questa sua Provvidenza voi siete uno strumento importante perché sostenete il lavoro che svolgiamo: far crescere i bambini e le loro famiglie nella dignità e nella conquista della loro autonomia. In tale senso ringraziamo Dio dalla vostra amicizia, iniziata tanti anni fa, quasi agli inizi della nostra missione in Perù. Grazie al cammino di collaborazione con voi è stato possibile aiutare tanti bambini, adolescenti e giovani, prima in Chuquibambilla sostenendo la Casa del Niño ed ora a Lima S. Miguel appoggiando le nostre iniziative a favore dei ragazzini della Casa Famiglia e della Biblioteca (doposcuola) “Giovanni Battista Quilici”.
Siamo presenti in Lima San Miguel da 38 anni, in una zona urbana che via via si è evoluta dal punto di vista economica ma che nasconde nella sua realtà la presenza di tante famiglie povere. Sono persone la cui povertà non é solo a livello economico, ma soprattutto a livello psico-affettivo, spirituale e morale: famiglie con grandi disagi e vulnerabilità. I nostri bambini e adolescenti, provengono da queste famiglie. Molti di questi nuclei familiari vedono la presenza di un solo genitore, quasi sempre la madre, hanno un lavoro precario e sottopagato che non riescono a soddisfare adeguatamente i bisogni primari di: casa, alimentazione, salute, cultura ed educazione dei figli. Per questo motivo si rivolgono a

 

noi e considerano l’aiuto che ricevono tramite la Casa Famiglia e la Biblioteca (doposcuola) un servizio valido e una benedizione che offre un aiuto alle loro necessità.
Il doposcuola è frequentato da 50 bambini e adolescenti, che vengono da noi per avere un aiuto per i compiti e vengono dalle 15,00 alle 17,00 e sono seguiti da volontari coordinati da Sr M. Fabrizia e dopo la merenda e rientrano a casa. È un servizio che permette ai ragazzini di essere seguiti per lo studio e protetti, togliendoli dai pericoli del rimanere per strada con tutti i pericoli che questo comporta. Nella Casa Famiglia i ragazzini/e sono 12; la loro età va da 5 a 16 anni. Vengono da noi alle ore 13.00 dopo l’orario di scuola e vi restano fino alle ore 20,00 e dopo aver cenato rientrano in famiglia.
Con questi ragazzini lavoriamo cercando di creare vincoli di fiducia e rispetto, offrendo appoggio psico-pedagogico e un ambiente accogliente e sicuro che permetta loro di sviluppare e maturare lo spirito, la mente, l’affettività, le loro capacità e abilità. Con le loro famiglie, in modo speciale con quelli della Casa Famiglia, riusciamo ad essere presenti e facciamo con loro la dinamica familiare che permette loro di leggere anche gli atteggiamenti meno positivi e cercare di modificarli. Le loro gioie e sofferenze, le loro speranze e frustazioni, i loro esiti ed i loro insuccessi sono anche i nostri. Dobbiamo dire che nel tempo i nostri rapporti affettivi si sono reciprocamente consolidati e siamo diventate un punto di riferemento importante per ognuno di loro. I genitori cercano di seguire lo stile educativo che offriamo ai loro figli, anche se non tutti riescono a assumerlo perché hanno tanti problemi personali.
Il cammino di accompagnamento ed educazione di bambini e genitori è molto interessante ma anche faticoso e richiede competenze, per questo ci facciamo affiancare da due persone preparate che vengono da noi stipendiate. Grazie all’aiuto di queste persone competenti e alla fiducia che cerchiamo di far crescere nei genitori e nei ragazzini, si sono avuti dei cambiamenti significativi. Quando i genitori riescono a maturare e ad essere responsabili, i figli crescono più sereni ed equilibrati. In generale i piccoli sono docili e aperti, si lasciano guidare e imparano ad avere uno sguardo più positivo di sé stessi e della realtà che li circonda. Nostro impegno è anche quello di avvicinarli a Dio e di facilitare l’incontro con Lui, in modo che giungano a percepirlo come Padre.
Ai genitori offriamo la possibilità di parlare di se mediante la terapia psicologica individuale e attraverso laboratori dove imparano ad essere buoni genitori; favoriamo anche l’incontro con Dio, l’incontro con sé stessi.
La Santa Famiglia di Nazareth è nostro modello, dove impariamo ad amare, ad avere pazienza e fiducia. A Gesù, Maria e Giuseppe affidiamo ciascuno voi e le vostre famiglie affinché possiate trovare sempre la luce necessaria per realizzare i vostri progetti, con la certezza che tutto quello che fate per i poveri della nostra comunità è benedetto da Dio Padre e da Lui verrà la ricompensa. Un grazie grande a tutti.
Buon Natale e un sereno 2019.
 
Lima 8 dicembre 2018
Le Figlie del Crocifisso di Lima Perù
]]></description>
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		<item>
			<title>" ERO FORESTIERO E MI AVETE OSPITATO..."  ( MATTEO 25, 37-38 )</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/ero_forestiero_e_mi_avete_ospitato_matteo_25_37_38_7671277.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>&quot; ERO FORESTIERO E MI AVETE OSPITATO...&quot;  ( MATTEO 25, 37-38 )</strong><br />Il tema della Giornata sarà:&quot; MIGRAZIONI: pellegrinaggio di fede e di speranza&quot;.
   Tanti migranti che noi insegnanti della scuola d&#039; italiano &quot; NINO ANTOLA&quot; abbiamo l&#039; opportunità d&#039;incontrare sono animati da un sentimento profondo di Fede verso un Dio che non abbandona mai, ma, soprattutto, da una viva speranza di un futuro ritorno nei loro Paesi di origine.
 
   Purtroppo questa crisi che stiamo vivendo nel nostro Paese in ogni settore ci fa vedere in modo negativo la realtà migratoria, quasi come un ostacolo ad una ripresa più veloce.
   Ma ci siamo mai chiesti cosa c&#039;è nei loro cuori?
   Se potessimo capire di più che sono portatori di risorse e di buone potenziali qualità, comprenderemmo meglio il loro dolore nell&#039;aver lasciato famiglia, povertà, guerre, tragedie ed uno sradicamento dalle proprie radici.
 
   Come insegnanti della scuola d&#039;italiano per &quot;stranieri&quot; ci sforziamo di capire che, davanti a noi, innanzitutto c&#039;è un essere umano con la propria ricchezza di sentimenti e di cultura, ma nel cuore, purtroppo, storie di drammi e sofferenze.
 
   Allora è il momento che il cristiano si liberi del proprio egoismo ed indifferenza per poter realizzare una Chiesa Cristocentrica, cioè coerente, fedele al Vangelo e capace di rendere agli altri e a se stessi un&#039;esistenza umana, felice e serena.
Maria Carelli]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.gruppojonathan.com/1/ero_forestiero_e_mi_avete_ospitato_matteo_25_37_38_7671277.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>APPUNTI DI VIAGGIO 2</title>
			<link>http://www.gruppojonathan.com/1/appunti_di_viaggio_2_4743153.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>APPUNTI DI VIAGGIO 2</strong><br />








    

Bisogna fare i conti con le strade  impervie che trasformano una  distanza di appena 300 km in un viaggio che  può durare addirittura due  giorni!!




 il mal d&#039; altura, causato dalla minor concentrazione d&#039; ossigeno che i nostri fisici mal sopportano...

e in ultimo, ma non per ultimi, i bambini che si incontrano nella Casa del Nino, orfanotrofio delle madri Hijas del Crucificado in Chuqui, che difficilmente con i loro occhioni ti permettono di lasciarli a cuor leggero!!



Dopo undici anni siamo riusciti ad approdare a Tambobamba....altro luogo importante della missione...

invitati con grande onore dal Vescovo in persona, Monsignor Domenico Berni, che incontrato in Chuqui è stato felice di sapere che questa volta il &quot;gabbiano&quot; sarebbe volato fin a Tambobamba...

Inutile dire che il viaggio è stato lunghissimo...abbiamo attraversato montagne  altopiani ed è durato un giorno intero...la fortuna che la camionetta era quella dei padri...quindi comoda! 

la compagnia collaudata...i fratelli e le consorelle giunti a Chuqui per l&#039; incontro annuale dei missionari Agostiniani in Apurimac.



Ecco allora, dopo una giornata di girovagare tra le Ande, un nuovo scenario...

Una grande vallata percorsa da un fiume..tanta vegetazione ed uno scenario più antico...siamo ancora più lontani dall&#039; occidente...la modernità non ha attecchito così tanto come in altri posti.

Vestiti tradizionali indossati quotidianamente....giovani donne che parlano solo il Quechua...lingua precolombiana...fantastico!



Un pò meno fantastico per chi deve poter comunicare con la gente...per capire di cosa ha bisogno, per educare i ragazzi...

al tempo stesso però l&#039; importanza di poter preservare le tradizioni ed una lingua così preziosa come il Quechua. Diatriba aperta....



Anche qui l&#039; esperienza fatta è stata davvero emozionante...una casa di accoglienza retta dalle madre Francescane...la Casa di Nazareth..bambini e ragazzi bellissimi e pieni di vita...

Sarà interessante condividere anche questo...



                                                                                            di Martha Antola

                        







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